5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

3 Marzo 2026 - Martedì

3 Marzo 2026 - Martedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

“Servire Dio” o… “servirsi di Dio” per sembrare più bravi, più santi, più grandi agli occhi degli altri? La disapprovazione di Gesù oggi è rivolta alla sua Chiesa. Mai è stato duro con i peccatori, mentre per gli scribi e i farisei, ossia i “professionisti del sacro” (oggi siamo i religiosi, sacerdoti, catechisti, operatori pastorali…) spesso ha avuto parole di fuoco e di rimprovero. Il pericolo in fondo è sempre lo stesso: dimenticare che la legge è stata fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge. Bisogna stare attenti a non perdere di vista il cuore di ogni legge o regola o precetto religioso che è l’amore! Se smarriamo questo principio facilmente trasformeremo gli stessi insegnamenti di Gesù in fardelli pesanti, in pietre taglienti e si sa che se si tirano le pietre la gente si scansa! Perché le leggi possano essere utili per l’uomo devono nascere dallo Spirito di libertà: solo così vengono dall’amore e portano all’amore che è il vero compimento della legge: «La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità» (Romani 13,10). Sentiamo che in gioco c’è la coerenza: dire e non fare! Insegnare e poi trovare gli escamotage per eludere gli insegnamenti! Potremmo dire: predicare bene e razzolare male. Quanta responsabilità abbiamo soprattutto noi “vicini” a Dio rispetto ai cosiddetti “lontani” (sta a vedere poi chi è davvero “vicino” e chi “lontano” …). Ecco che si cerca il consenso della gente piuttosto che l’approvazione di Dio nella nostra coscienza. Diventa più importante la visibilità e l’“apparire” piuttosto che l’“essere” veramente ciò che ci affanniamo ad apparire agli occhi degli altri. In altri termini, c’è una parola spesso presente nei rimproveri di Gesù: l’ipocrisia! Che occorre sradicare dal nostro modo di essere. Meglio apertamente peccatori che falsamente santi: almeno sperimenteremo la Sua misericordia, perché Gesù ha detto: «Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Matteo 9,13)! Meglio mostrare le fragilità e le debolezze della nostra umanità piuttosto che apparire sempre forti ed irreprensibili: Dio infatti si manifesta proprio nella debolezza ed ha compassione delle nostre povertà: «Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte»! (2Corinzi 12,10). La medicina per guarire da queste malattie spirituali la offre Gesù stesso. Innanzitutto ci ricorda che siamo tutti figli del Padre e fratelli tra di noi. Esiste una sola paternità, quella di Dio, nel senso che solo Lui è principio di vita, solo Lui è la Vita. È l’invito a liberarsi urgentemente da quelle “paternità” o forse sarebbe meglio dire, da quei “paternalismi” ossia da quelle forme di dipendenza da persone e situazioni che oscurano in noi il senso della nostra radicale appartenenza a Dio. In secondo luogo la guarigione matura nel “servire per amore”, nel fare della nostra vita un dono sincero di noi stessi, senza calcoli di convenienza. Potremmo fare diversamente quando il nostro Maestro ha detto: «Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Matteo 20,28). Amare tutti per amore dell’Amore: sarà questa la vera grandezza dell’uomo.

Caro Gesù,
oggi dobbiamo chiederTi proprio scusa.
Per quando ci siamo serviti di Te
anziché servire Te.
Per le maschere che abbiamo indossato
per paura delle nostre povertà,
quando Tu ti sei fatto povero per tutti noi.
Per avere usato la Tua Parola
come una spada con la pretesa
di correggere gli altri
ferendoli invece ancora di più.
Per avere ostentato la nostra religiosità
non per dare gloria a Te,
ma per sentirci migliori degli altri.
Per tutte quelle preghiere fatte
per mostrarci credenti,
mentre in fondo il nostro cuore
era lontano da Te.
Per avere fatto tanti discorsi
forbiti ed eleganti “su” di Te,
senza avere mai davvero
parlato “con” Te.
Per esserci sentiti grandi più di qualcuno
perché siamo “praticanti”
disprezzando chi non lo è,
ma dimenticando
che sarà il pubblicano al Tempio
a tornare a casa giustificato
e non il fariseo.
Per esserci “esaltati”
e aver preteso riconoscimenti
per i servizi che svolgiamo nella Tua Chiesa,
dimenticando che l’unica via
per esserTi davvero graditi è l’umiltà
e la carità fatta nel silenzio.
Ricordaci ogni giorno
che l’autentica unità di misura della grandezza
che conta davvero per Te
è il servizio per amore dell’Amore
e che l’unica altezza da raggiungere
con tutte le nostre forze
non è quella nostro “io”
travestito da “dio”,
ma quella della Croce,
luogo benedetto e santo
dove apprendere da Te,
unico Maestro, l’arte della vita.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

Segui il canale Whatsapp

Clicca o scansiona il QR code per iscriverti al canale pubblico dei commenti al Vangelo

qr-code-5-minuti-con-gesu

Liturgia

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

Logo bianco Cittadella dell'Immacolata