5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

2 Marzo 2026 - Lunedì

2 Marzo 2026 - Lunedì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Luca - 6,36-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Che strano. La tentazione che ha portato la prima umanità a ribellarsi a Dio si fondava sull’accusa che Dio fosse geloso e mettesse limiti alla libertà dell’Uomo e per questo faceva in modo che gli uomini non potessero “diventare” come Lui. Il Vangelo di oggi smaschera per sempre l’inganno diabolico perché l’invito di Gesù è perentorio ed inequivocabile: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso». Per cui è proprio vero che Dio vuole farci diventare come Lui! Pertanto il peccato non consiste nel voler diventare come Dio, ma nel non avere capito davvero chi è Dio! In questo il Maligno si gioca gran parte delle sue suggestioni, nel farci costruire immagini sbagliate e distorte di Dio! Ci fa credere che è Dio a mandare le malattie, a far succedere le disgrazie, a provocare la sofferenza degli esseri umani. Diciamoci la verità: quante volte abbiamo sentito questi discorsi o li abbiamo fatti anche noi?! Il Vangelo di oggi smaschera definitivamente gli inganni del Male perché ci fa capire chi è veramente Dio: il Misericordioso! E alla luce dei termini utilizzati in ebraico, dire “Padre misericordioso” significa dire “Padre materno”. Allora qualsiasi discorso su Dio che non parta dal fatto che Lui è Amore misericordioso è destinato a naufragare miseramente in pensieri fuorviati e fuorvianti. E con le sue esortazioni Gesù ci rivela che siamo chiamati ad essere come il Padre: misericordiosi! Dunque, se inizialmente siamo rimasti perplessi e spaventati dall’enormità umanamente irraggiungibile della richiesta, ora comprendiamo che essa è realizzabile perché siamo veramente figli di Dio e quindi possediamo in noi la Sua immagine e la Sua somiglianza. E cosa devono fare i veri figli di Dio? Manifestare la misericordia ricevuta dal Padre attraverso quattro verbi: non giudicate, non condannate, perdonate e date. Ogni imperativo è terapeutico per le nostre malattie umane e spirituali. Iniziamo dal primo: «Non giudicate»: non significa chiudere gli occhi per non vedere il male, diventandone così complici; vuol dire piuttosto non pretendere di conoscere le intenzioni che hanno spinto qualcuno a comportarsi male. Devo giudicare un’azione, non il cuore di chi ha agito: questo spetta solo a Dio. Altrimenti il rischio è sempre quello di mettere il nostro “io” come misura di tutto! E d’altra parte, se io già faccio fatica a capire me stesso, figuriamoci gli altri! «Non condannare»: non negare mai a nessuno la possibilità di ricominciare, così come Dio fa con noi! «Perdonate»: nella preghiera del Padre nostro è l’unica richiesta condizionata, saremo perdonati solo se perdoneremo gli altri. Il perdono è terapeutico perché prima ancora di risanare una situazione dolorosa (ammesso che l’altro lo voglia) esso guarisce il mio cuore dal veleno del rancore e della vendetta. E infine emerge tutta la generosità di Dio alla quale siamo chiamati a partecipare: altro che un Dio-geloso! «Date e vi sarà dato»: è la medicina contro l’egoismo, il “prendere dalla vita” il più possibile come utopia per sconfiggere la paura della morte. E poi ci viene rilevata la straripante ed incontenibile generosità di Dio: «una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo». È il Dio dell’abbondanza, dei deserti che fioriscono e delle valli colmate che nei rapporti fraterni desidera che facciamo agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi. È il Dio che trasforma e dilata i grembi dei nostri cuori per farli diventate “capienti” ossia “capaci” di accogliere le Sue grazie e i nostri fratelli e sorelle in umanità come doni del Suo Amore. Questa è la premessa per costruire un’autentica civiltà dell’amore.

Caro Gesù,
è sempre presente in noi
il desiderio di primeggiare,
l’ansia di vivere sempre
al massimo delle nostre possibilità…
Ma dimentichiamo di essere fragili,
“polvere che polvere tornerà”
e siamo tentati di trasformare
il nostro “io” nel nostro “dio”,
assecondando la sua folle sete
di grandezza e di visibilità.
Ma, inesorabile, arriva la sofferenza,
spuntano come gramigna
i nostri limiti e, infine,
giunge sorella morte e ci umilia!
E restiamo nudi, coperti solo
dalle foglie di fico dei nostri alibi,
delle nostre scuse.
E il Maligno sussurra ai nostri cuori:
“è colpa di Dio”,
“è Lui che non vi vuole felici”,
“è Lui che ti ha fatto piangere”.
Ma poi arriva la Tua Parola,
chiara, bella, infuocata
che fa ardere i cuori
come ai discepoli di Emmaus,
che accende nuove speranze
e mostra la nostra vera identità.
Finalmente comprendiamo
che il Padre non solo non è “geloso”,
ma addirittura per farci diventare come Lui,
ha mandato Te nel mondo
perché ti facessi come noi,
Uno di noi, Uno per noi!
E allora essere misericordiosi come il Padre
non è più una cosa straordinaria,
ma è la nostra vera vocazione.
Siamo figli della Misericordia,
siamo impastati di misericordia
fin dal grembo materno.
Ed essere misericordiosi
non è più un atto eccezionale,
ma la norma quotidiana di vita.
E quasi senza accorgercene
diventiamo segno
della Tua presenza nel mondo.
E si ritorna a sperare.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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