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La Passione dell’Amore

La Passione dell’Amore

La Passione è l’Amore oblativo di Dio. Un Dio che sceglie volontariamente di donare la sua vita per la salvezza di ciascuno di noi. Siamo entrati nel cuore di questo mistero con la Settimana Santa. Un tempo per contemplare i misteri della nostra redenzione. Tutto è incomprensibile per la nostra limitata ragione umana. Per il nostro cuore chiuso in visioni umane, segnate dall’autosufficienza e dall’egoismo. Che non permettono di ampliare lo sguardo verso gli orizzonti di una chiamata all’amore vero. Che oltrepassa ogni conoscenza. Ogni ragionamento. Ma che per chi lo incontra diviene esperienza di una realtà che stravolge la vita. Donandole equilibrio, bellezza, pace.

Come ci ha ricordato p. Francesco Iermito nella domenica delle Palme, «guardando la Passione possiamo capire tutta la nostra vita. Gesù vive un’angoscia che supera abbandonandosi al Padre: “Si compia la tua volontà” (Mt 26, 42). Il Getsemani di Gesù ci fa capire come dobbiamo vivere le nostre angosce, i Getsemani delle nostre vite». Sì, è proprio questo il tempo per prendere consapevolezza che Gesù si è caricato di tutte le nostre infermità, debolezze, paure, ansie, solitudini e di tutto ciò che diviene vuoto e inconsistenza nel cuore dell’uomo. “Per le sue piaghe noi siamo stati guariti” (Is 53,5).

“Ed ecco che il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra tremò” (Mt 26,51). Soffermandosi su questa parola, p. Santo Donato, Fondatore e Custode dei Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata, ha augurato che «il nostro cuore, come il velo del tempio, possa essere lacerato dall’Amore di Gesù».

«Che il tuo cuore si possa aprire, ferire per poter dire: “Quanto mi hai amato Signore! Per me sputato. Per me coronato di spine. Per me flagellato. Per me porti la croce. Per me da mezzogiorno fino alle tre: l’agonia sulla croce. Per me il sepolcro. E per me sei risorto nella gloria. Quanto mi hai amato Gesù, e quanto io ti devo amarti! Quanto io, guardando il tuo Amore, devo rispondere a questo Amore con la coerenza della vita, accettando tutto ciò che Tu permetti”. La Passione è questo libro della sapienza di Dio aperto. Che ognuno di noi può leggere, meditare».

Numerosi i fedeli che nei primi tre giorni della Settimana Santa sono venuti alla Cittadella dell’Immacolata. Per vivere le Quarantore. A partire dalle ore 15, con la Coroncina della Divina Misericordia davanti al Santissimo Sacramento. E poi l’adorazione eucaristica animata dalle Piccole Sorelle dell’Immacolata. Per meditare le ultime ore della Passione di Gesù. E ritrovarsi uniti a tutta la Comunità per i Vespri e il Rosario.

Tanti sono stati anche coloro che si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione, per prepararsi a vivere una Pasqua di Resurrezione nel corpo e nello spirito. A partire dall’incontro con il Volto di Gesù. Il volto dell’Amore. Un volto di rara e unica bellezza. Un Volto osannato per poi essere accusato e abbandonato. Un Volto baciato dai tradimenti di chi ogni giorno con le proprie azioni Lo rinnega. Volto dell’innocenza perfetta, ma condannato da chi ama i compromessi. Volto del Sacro Cuore che pulsa misericordia per la fragilità della propria creatura. Nel suo Cuore, il nostro cuore. Nel suo Cuore trafitto, tutte le ferite della nostra vita. Ci siamo accostati alla sorgente di acqua viva dell’Amore di Gesù. Per purificare il nostro cuore. Per essere guariti e liberati da ogni schiavitù del peccato.

E i Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata partono ancora una volta in missione, accompagnati dalle reliquie di San Carlo Acutis. Ad accoglierli la comunità parrocchiale di Maria SS. Assunta di Armo (RC) con il loro parroco don Daniele Mileto. Per vivere nella comunione un momento di grazia e di intensa preghiera. Accompagnati dalla presenza viva di un santo che ci indica la strada per un cammino autentico di resurrezione.

Nell’assidua contemplazione del Crocifisso, infatti, i santi hanno trovato conforto per i loro calvari personali. Per giungere a vivere tutto in Gesù, con Gesù e per amore a Gesù. E proprio così è stato per il giovane San Carlo Acutis. Che arriverà a dire, nel cuore della propria giovinezza “Non io ma Dio!”. Questo è il cammino pasquale: la morte dell’uomo vecchio per essere rinnovati ad una vita nello Spirito.

E si parte in missione anche verso le terre della Sicilia. Ogni anno tutte le parrocchie della città di Porto Empedocle si riuniscono nei primi giorni della Settimana Santa per vivere gli esercizi spirituali, riflettendo su alcuni temi di vita cristiana. Quest'anno a tenere le meditazioni è stato il nostro p. Gaetano Lombardo, che ha fornito spunti di riflessione a partire dalle sette parole di Gesù sulla croce. In un clima di raccoglimento e di profonda comunione ecclesiale.

Scelgono di venire alla Cittadella dell’Immacolata le parrocchie Villa San Giuseppe e Rosalì, accompagnate dal loro parroco don Candiloro Costarella. Accolti dai Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata, dopo aver visitato il giardino della Tutta Santa, immergendosi nella pace del creato, hanno ascoltato la meditazione tenuta da p. Giuseppe Saraceno. Per poi pregare in adorazione eucaristica e accostarsi al sacramento della Riconciliazione.

E ancora il gruppo giovani della parrocchia S. Maria di Porto Salvo di Cannitello, del nostro p. Antonio M. Carfì. Dopo alcuni spunti di riflessione di sor. Manuela, si sono ritagliati un momento di deserto. Per poi portare tutto ai piedi di Gesù nell’Adorazione. Poi le confessioni. Per incontrare il perdono di Colui che ancora oggi sussurra al cuore di ciascuno di noi: “Ti ho amato di amore eterno, per questo continuo a esserti fedele” (Geremia 31,3). Infine, un momento gioioso di agape fraterna insieme a tutta la comunità.

Ci si immerge sempre di più nel mistero dell’Amore. Per giungere al suo vertice. Si apre il Triduo Pasquale. Il Giovedì Santo: “Poche le parole. In questa celebrazione parlano i gesti”. Queste ci ha ricordato p. Francesco Iermito, esortandoci a contemplare il gesto di un Dio che per amore sceglie di essere Pane Spezzato. Un Dio che si china a lavare i piedi. E che “avendo amai suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine” (Gv 13,1).

Al termine della celebrazione in Coena Domini, accompagnato da inni eucaristici, il Santissimo Sacramento è stato portato in processione all’altare della reposizione. Attorno a Lui ci siamo ritrovati in serata nella veglia di preghiera. Per consolare Gesù. Per accogliere il suo invito agli apostoli nel Gestmani: “Vegliate e pregate” (Mt 26,41).

Cuore della Passione: il Venerdì Santo. L’adorazione della Croce. Per contemplare l’Amore trafitto per le nostre colpe. Una celebrazione in tre momenti. La liturgia della Parola, l’adorazione della Santa Croce e la comunione eucaristica.

E come da tradizione, alla Cittadella dell’Immacolata abbiamo venerato anche la Madre Addolorata. Per vivere un momento intenso e profondo di fede. E condividere l’amore e il dolore materno di Maria nella Passione del suo Figlio Gesù. Si uniscono a noi in preghiera anche i capi e i vice-capi squadriglia del Reparto Olympia (AGESCI Campo Calabro 1), accompagnati dai loro capi-reparto.

Prepariamoci alla Pasqua! Per un’autentica resurrezione del nostro corpo e del nostro spirito. E lo facciamo accompagnati da un pensiero del Card. R. Cantalamessa: «La vera Onnipotenza di Dio è la totale impotenza del Calvario. Ci vuole poca potenza per mettersi in mostra; ce ne vuole molta, invece, per mettersi da parte, per cancellarsi. Dio è questa illimitata potenza di nascondimento di sé! Ma che ristoro, puoi darci Tu, o Uomo della Croce, Tu più derelitto e affaticato di quelli che vuoi consolare? E risponde Gesù: “Venite a me, perché Io Sono! Io sono Dio! Ho rinunciato alla vostra idea di onnipotenza, ma conservo intatta la mia Onnipotenza. Che è l’Onnipotenza dell’Amore”».

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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