5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

4 Marzo 2026 - Mercoledì

4 Marzo 2026 - Mercoledì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 20,17-28

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Gesù annuncia la sua Passione: condanna a morte, derisione, flagellazione, crocifissione, resurrezione. Deve essere stato un annuncio drammatico, colmo di tensione, rivelatore dell’Amore immenso di Dio per noi. E come reagiscono i discepoli? Due di loro cercano una “raccomandazione”: essere i più importanti nel Regno di Gesù. Gli altri dieci si arrabbiano con i primi due non perché hanno chiesto una cosa assurda ed irriguardosa, visto soprattutto il momento, ma perché temono di essere stati “bruciati nel tempo”, temono che i primi due abbiano ottenuto quello che desideravano anche loro: potere, visibilità, onori, rispetto… L’insegnamento di Gesù ribalta completamente le aspettative umane. Conoscendo la nostra sete di potere ha dato anche a noi un potere, immenso, straordinario: quello di diventare figli di Dio: «A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome» (Giovanni 1,12). Ed è un potere radicalmente diverso rispetto a quello in uso tra gli uomini. Nel mondo il potere equivale al dominio, al prevalere sugli altri, all’oppressione. E soprattutto chi ha il potere vive nella paura costante di perderlo! Il potere che Gesù ci dona invece si esprime attraverso il servizio offerto per amore a chiunque incontriamo. È il potere dell’amore, ossia è il potere che l’Amore di Dio partecipa alla nostra fragilità e pur rimanendo fragili diventiamo capaci di una carità così grande da perdonare settanta volte sette, da porgere l’altra guancia, da pregare per chi ci fa soffrire, da benedire chi ci maledice, da dare la vita per gli amici e i nemici. Questo è il potere che rivoluziona il mondo e lo trasforma e lo fa lievitare verso l’Alto e verso gli altri, verso la pienezza e compiutezza dell’amore. Gesù conferma la nostra vocazione ad essere “grandi” e “primi”! Ci dice oggi che è cosa buona e bella desiderarlo a condizione che si tratti della grandezza della nostra disponibilità a fare della vita un servizio di amore; e l’essere primi come ricerca del primato dell’amore e dell’amare, senza calcoli né condizioni. Amare come ama Lui!

Caro Gesù,
quanta facciamo fatica a spogliarci
dei ragionamenti umani,
delle paure di restare indietro
anche con Te; di non ricevere “abbastanza”
perché temiamo che farai
le divisioni dei premi
secondo l’ordine di arrivo.
Non abbiamo capito che l’amore
non si divide donandolo a tanti,
ma più lo si dona e più si moltiplica.
Non abbiamo capito
che nessuno resterà indietro,
all’ultimo posto,
perché quello lo occupi sempre Tu!
E se qualcuno si sarà smarrito
lo andrai a cercare
per riportarlo insieme agli altri.
Aiutaci a capire che “tra noi”,
i Tuoi amici, non può prevalere
la logica del mondo
perché Tu hai ribaltato la prospettiva:
la piccolezza è la nostra vera grandezza,
la fragilità è la nostra forza,
l’essere servi per amore
è la premessa per dominare, non gli altri,
ma il nostro uomo vecchio,
ribelle e pagano.
Ed impareremo
a non farTi più richieste inutili.
Impareremo che l’unica cosa che conta
è amare come ami Tu.
Non importerà più essere primi o ultimi
se avremo finalmente compreso
che in realtà ognuno di noi
è unico nel Tuo Cuore.
Sì, perché nel tuo Cuore
e nel tuo Regno
ci sarà finalmente spazio
e tempo solo per l’Amore,
solo per amare.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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