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La stella che guida

La stella che guida

Si è concluso il tempo liturgico del Natale. Un tempo accompagnato dalla gioia. Dallo stupore per un mistero che anno dopo anno ci dà occasione di riunirci per sperimentare la bellezza di una festa insieme alla propria famiglia, alla propria comunità. Con la presenza viva di Gesù in mezzo. “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1, 11-12). Abbiamo ascoltato questa Parola nei giorni scorsi. E allora possiamo dire di aver vissuto il Natale. Se abbiamo accolto Maria e Giuseppe che cercavano una dimora per far nascere Gesù. E la dimora è la nostra casa. Il luogo in cui abitiamo. Una situazione che viviamo. È il nostro cuore.

Nella solennità dell’Epifania la Chiesa ci ha donato la figura dei Re Magi. San Giovanni Crisostomo ci dice che “i Magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella, ma videro la stella perché si erano messi in cammino”. E il nostro Fondatore p. Santo Donato è partito dallo splendido passo di Isaia: “Alzati, rivestiti di luce” (Is 60, 1). Per esortarci ad intraprendere il santo viaggio. Proprio come hanno fatto i Re Magi.

“Alzati e rivestiti di luce! Perché i problemi, le croci ci paralizzano, ci fanno prostrare a terra e ci impediscono il cammino. Alzati! Riscopri la bellezza della tua chiamata. Anche per te quest’anno è nato Gesù! Alzati dalla tua tiepidezza, dalla tua abitudine, dalla tua pesantezza di vita. Che significa rivestirsi di luce? Andare incontro a Gesù che è nato, a un Dio che ti rinnova”.

“Vi offro anche l’immagine del Cantico dei Cantici: «Alzati amica mia! L’inverno è passato, la primavera è arrivata. Alzati, o mia colomba (cfr. Ct 2,13)». L’anima nostra è come una colomba che sta nelle fenditure della roccia. «Alzati! L’inverno è passato». Cioè il mio peccato è perdonato, la mia pesantezza è passata, grazie alla nascita di Gesù! Caro fratello, oggi inizia il tuo cammino! Il cammino di conversione! Il movimento di ricerca di un Dio che è venuto e che viene. E che dà senso alla tua vita”.

E l’invito del padre è quello di non temere di fronte ai pericoli che si possono incontrare nel cammino: “Il cammino dei Re Magi è avvenuto nella paura. Potevano essere saccheggiati da briganti, forestieri. Eppure hanno continuato a camminare, e si sono fatti forti nella tribolazione. Anche noi abbiamo le paure, le ansie, le situazioni umane che ci fanno guardare a destra e a sinistra. Invece dobbiamo guardare la stella”.

Potremmo chiederci che cosa rappresenta la stella nella nostra vita. “La stella è la tua coscienza, voce gentile di Dio dentro di te. Una voce delicata che ti parla. Ecco perché il tempo della preghiera è necessario. È nel silenzio che si ricompone la verità di ciascuno di noi. È nel silenzio che si ricompone la verità di quello che sei, della tua persona. Non lamentarti quando emerge la difficoltà, la stanchezza, l’apatia, la solitudine. Ma ricordati che la stella Dio te la concede per tutto il cammino”.

Una stella che ci conduce alla meta. Quale? “La Pasqua. In cui toccheremo con mano quanto è stato grande l’amore di Dio. Oh pazzia di Dio! Non ti è bastata l’Incarnazione, ma hai voluto anche la Passione, la Croce! I santi contemplando il Crocifisso dicevano: «Quanto mi hai amato Gesù, e quanto io devo amarti»”.

E alla Cittadella, dopo la Messa serale dell’Epifania, è ormai tradizione la rievocazione storica del corteo dei Re Magi. Un momento che ha visto coinvolti numerosi fedeli. Insieme in cammino per i viali della Cittadella con fiaccole accese, per rendere omaggio a Gesù Bambino.

“Gesù Bambino chiede che lo onoriamo per aprire il cuore alle grazie che vuole donarci”, ci ha ricordato p. Francesco Iermito domenica 4 gennaio. E abbiamo accolto l’invito che proprio Gesù Bambino di Praga fece a un padre carmelitano: «Quanto più voi mi onorerete, tanto più vi favorirò». Ci siamo recati ai piedi della sua statua per onorarlo. E il sacerdote che ci ha donato un segno: alcuni petali di rosa, segno delle grazie che Gesù vuole concederci.

Il Natale non è finito! Ce lo ha ricordato p. Francesco: “Natale ancora continua, perché Gesù non è venuto a fare una visita fugace, ma a piantare la sua tenda in mezzo a noi (cfr. Gv 1, 14)”.

E ci ha dettato una poesia attribuita a San Domenico Savio. Che ci aiuta a capire se il Natale nella nostra vita è passato invano oppure no: “Dio è venuto ma senza rumore. Entra piano con passo d’amore. Non cerca applausi, non vuole stupire, ma cuori aperti per poter venire. Se il cuore è meno duro di ieri, se sai vedere volti veri, se nel buio non sei più solo, è passato Dio e ha preso il tuo suolo. Non ha tolto la notte né il dolore, ma vi ha acceso dentro un chiarore. Se ami un po' più di quanto sai, Dio è venuto: lo riconoscerai”.

Due grandi santi si sono incontrati domenica 11 gennaio: s. Giovanni Battista e s. Giuseppe. Sì, perchè abbiamo celebrato il Battesimo di Gesù nel Giordano. Un gesto, come ci ha ricordato p. Francesco, di “inesprimibile umiltà” da parte del Signore. Che si mette in fila con i peccatori e santifica quell’acqua che un giorno sarebbe stata usata per il vero perdono dei peccati, dopo la sua Pasqua: il Battesimo cristiano.

E proprio attraverso l’acqua e la luce abbiamo voluto rivivere la grazia del nostro Battesimo. Con il rito di aspersione e la candela accesa durante il rinnovo delle promesse battesimali. E poi, nella Messa serale, s. Giuseppe. A lui ci siamo affidati all’inizio di questo nuovo anno. Lui, esperto di viaggi, guidi e protegga il nostro cammino.

Riprendiamo il tempo ordinario con l’augurio di p. Santo: “Ti auguro di avere tanto oro, di avere tanta mirra e di avere tanto incenso per donarlo a Gesù. L’oro è riconoscere che Gesù è il Signore della tua vita. L’incenso è la tua preghiera viva. La mirra sono tutti i tuoi sacrifici nascosti, i tuoi piccoli sì detti a Gesù. La Madonna ci faccia arrivare alla Pasqua, passaggio dalla morte alla vita. E al termine della nostra vita ci presenti Gesù. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!”.

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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