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Una Luce nel cuore della notte!

Una Luce nel cuore della notte!

La notte da sempre porta con sé un velo di mistero. C’è la notte che segna il termine del giorno nel cosmo. Ma c’è anche la notte del cuore. Che l’uomo che sperimenta nel corso della vita. Ed è nel silenzio della notte che l’uomo si ritrova solo con sé stesso. Con i pensieri. Con le gioie. Con le preoccupazioni. Con le inquietudini. Con la propria storia di vita. Con il proprio essere. Ma ecco che la notte viene squarciata da una nuova Luce.

“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1). Alla Cittadella ci si è preparati con la veglia ad accogliere questa Luce che illumina ogni uomo: Gesù. Nel buio della cappella, tanti fedeli e tante candele, accese con la luce di Betlemme. Nel passaggio dal buio alla luce, lo svelamento del Bambinello. Simbolo di un Dio che, come ci ha ricordato p. Francesco, “non aspetta che la nostra vita sia perfetta per entrarvi. Col Natale Gesù vuole entrare nel buio della nostra storia personale, imperfetta, ferita, per portarvi la salvezza”. E dopo l’esplosione di gioia e di luce della solenne celebrazione, un festoso momento di fraternità per lo scambio degli auguri. Ed è Natale! Un Dio che si incarna per portare la vera vita nel cuore dell’uomo.

“Ecco il mistero dell'Incarnazione. Dio ha preso la nostra carne dalla Vergine Maria. É la nostra carne, è la nostra umanità, è la nostra vita, è la nostra storia! Natale vuol dire che Dio ha sposato la nostra storia. Un Dio appassionato di amore, che crea l'uomo per amore, lo salva per amore”. Sono le parole di p. Antonio Maria Carfì che risuonano nel cuore dei fedeli nel corso della Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Fondatore p. Santo Donato nella sera di Natale.

Come fare per vivere il mistero del Natale non soltanto il 25 dicembre, ma tutti i giorni della nostra vita? “Il primo passo è disobbedire alle paure, affrontare le paure, mettere da parte le paure, entrare nelle paure. Ed entrare dentro le grotte della nostra anima, entrarci insieme al Signore. Ecco il Natale! Non è una fuga dalle nostre povertà, dalla nostra natura umana ferita. Noi fuggiamo da noi stessi, dalla nostra umanità, perché non ci piacciamo, non ci vogliamo bene, non ci accettiamo, non accettiamo la storia. Invece il Signore cosa fa? Ci prende per mano proprio col Santo Natale e ci riporta dentro noi stessi, per guardare in faccia quelle paure, per diradare le tenebre”.

Come tradizione, la Messa si è conclusa con una fiaccolata per i viali della Cittadella. Un omaggio di canti tradizionali portando il Bambinello verso la cappella delle Anime del Purgatorio. Per ricordarci che nel cammino buio della nostra vita, Cristo risplende. E diviene Luce per condurci alla vita eterna.

Nella domenica fra l’ottava di Natale abbiamo celebrato la festa della Sacra Famiglia. P. Santo Donato ha ricordato ai Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata che “la nostra fraternità si deve specchiare nella Sacra Famiglia. Ecco perché ognuno di noi, entrando o uscendo dalla cappella deve dire: «Io devo essere la Sacra Famiglia nella Fraternità. Gesù si è fatto servo ed è venuto per servire; e anch'io sull'esempio di Gesù mi devo fare servo di tutti. Come san Giuseppe devo vivere la volontà di Dio. E la Madonna è l'innamorata di Dio, la piena dello Spirito Santo. Quindi anch’io nella mia vita devo essere pieno di Dio. Altrimenti sono pieno del mio io o del mondo»”.

“Chi è il Piccolo Fratello, la Piccola Sorella dell'Immacolata? È colui, colei che si sprofonda in questo oceano della spiritualità della Sacra Famiglia. E fa suoi i sentimenti che furono di san Giuseppe, di Gesù, di Maria”.

Un programma di vita che ci porta giorno per giorno ad essere fratelli e sorelle in Cristo Gesù. Nella gioia di esserci non scelti ma ritrovati, per volontà di Dio, a vivere insieme e a collaborare per un progetto di amore. L’essere famiglia alla Cittadella si apre all’essere famiglia nella Chiesa. Con entusiasmo abbiamo accolto i genitori del piccolo Samuele, che hanno scelto di partecipare con noi alla santa Messa per consacrare il figlio alla Vergine Immacolata.

Il 28 dicembre si è concluso l’anno giubilare nella nostra diocesi. Un tempo di grazia che ci ha portato a riflettere sul tema della speranza. “La speranza non delude” (Rm 5,5) perché la speranza è Cristo, venuto a redimerci da ciò che ci rende prigionieri: il peccato. E dal 12 al 14 dicembre anche i nostri fratelli, p. Carlo, cappellano del Penitenziario di Arghillà, p. Salvatore e fr. Simone, insieme a volontari e collaboratori, hanno partecipato al pellegrinaggio nazionale per il Giubileo dei Detenuti, organizzato dall’Ispettorato Generale dei Cappellani delle Carceri. Con loro anche un detenuto della casa circondariale di S. Pietro in Reggio Calabria.

Momenti di grazia. In cui la commozione generale ha lasciato posto alla certezza di un futuro possibile, realizzabile con l’impegno di tutti e soprattutto con la fedeltà al Vangelo della vita e della misericordia! La preparazione alla giornata giubilare nella “Fraterna Domus” è stata scandita da ritmi serrati dove la preghiera, i confronti, i dibattiti e l’animazione hanno alimentato la gioia della convivialità e il desiderio di crescere insieme nell’amore.

Finalmente il 14 il passaggio della Porta Santa e la successiva Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Sommo Pontefice. Un momento di altissima spiritualità, in cui la solennità della festa ha riempito i cuori di letizia, lasciando il sapore sempre fresco di una cattolicità tangibile nella presenza numerosissima di fedeli provenienti da tutte le parti del mondo. Ecco l’esperienza più bella di questi giorni: vedere con i propri occhi come “Dio può suscitare figli ad Abramo anche dalle pietre” (cfr. Mt 3,9). Non c’è cuore indurito che, se incontra veramente l’amore di Gesù, non possa rinascere a vita nuova ed essere lo sguardo trasparente di un mondo illuminato di eternità.

Il 2026 si è aperto con la Solennità di Maria Madre Santissima di Dio il 1° gennaio. Alla Cittadella una concelebrazione eucaristica per rendere lode a Dio per mezzo della Vergine Immacolata. Che con il suo “Sì” ha dato vita al Creatore. Ogni giorno può nascere in noi questa vita nuova, per mezzo di Maria!

Ce lo insegnano i santi. Santa Madre Teresa di Calcutta diceva: “È Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri”. E p. Francesco ci ricordava l’esperienza di san Charles de Focauld, eremita nel deserto del Sahara, che visse molti Natali completamente solo. Ecco una sua lettera: “È Natale. Nessuna emozione particolare. Nessuna dolcezza sensibile. Solo Gesù, povero, silenzioso, presente. Natale non è quando senti Dio, ma quando Dio resta”.

Sì, è Natale in ogni solitudine del cuore e dell’esistenza. In ogni incomprensione e ingiustizia vissuta. In ogni lacrima. In ogni ferita. È Natale! Canti la nostra anima al Dio che per amore si è incarnato per prendere su di sé ogni umana sofferenza! Apriamo la grotta del nostro cuore e permettiamo che divenga dimora di Gesù, per mezzo della Vergine Immacolata.

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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