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Essere Luce

Essere Luce

Quando siamo circondati dalle tenebre, basta una piccola fiaccola a illuminare il cuore. A riaccendere la speranza di ritrovare la via di casa. La luce, anche se piccolissima, è sempre fonte di gioia, di sollievo. “Conducimi tu, Luce gentile”, cantava s. John Henry Newman. E anche noi, in questi gelidi giorni a cavallo tra gennaio e febbraio, nel cuore dell’inverno, abbiamo goduto del calore di una fiamma. Sommessa, piccola, gentile. La luce di una candela. Che lentamente ha “contagiato” tante altre candele. Per trasformare un ambiente buio e inquietante in un gioioso coro di luci.

La “Candelora”. Così tradizionalmente chiamiamo la festa del 2 febbraio. In cui ricordiamo la Presentazione di Gesù al Tempio. Nessuna candela tra le mani di Maria e Giuseppe. Perché tra le loro braccia c’è la Luce vera, “quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9): Gesù. Così, dopo quaranta giorni, torna a splendere la luce del Natale. Con la lode appassionata di Simeone. Che prende tra le braccia il Bambino e lo chiama “luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele” (Lc 2,32).

Ma prima di questa festa di luce, un’altra luce ha rischiarato i nostri volti. Quella delle Beatitudini. Identikit di Cristo e del cristiano. Beatitudine significa gioia. E “la gioia non è una condizione, ma una scelta”, ci ha ricordato p. Francesco. La scelta di restare uniti a Gesù, vera Gioia e vera Luce. E attraversare così serenamente tutte le tenebre della vita. Anche p. Santo Donato ci ha lasciato un importante spunto di riflessione: “Ci sono le Beatitudini di Gesù, ma anche le Beatitudini del demonio: Beati gli arroganti, gli ingannatori, i violenti, gli egoisti!”. Sono le false beatitudini che il mondo di oggi predica e segue. Generando morte e vuoto esistenziale. La chiave della gioia cristiana invece è racchiusa nella prima beatitudine: “Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3): “Il povero in spirito è la persona cosciente della propria debolezza, delle proprie miserie, che si affida, si dona al Cuore di Gesù”. 03,04,05

E la sera, già vigilia della Presentazione al Tempio, ecco risplendere le nostre fiaccole. Che dalla Cappella delle Anime del Purgatorio ci hanno accompagnato fino alla Cappella della S. Famiglia. Per “presentare” anche noi, insieme a Maria e Giuseppe, Gesù. E al tempo stesso presentare noi stessi a Lui: “Avanziamo tutti raggianti e illuminati verso di lui. Riceviamo esultanti nell’animo, col vecchio Simeone, la luce sfolgorante ed eterna. Innalziamo canti di ringraziamento al Padre della luce, che mandò la luce vera, e dissipò ogni tenebra, e rese noi tutti luminosi!” (s. Sofronio vescovo).

Se ogni cristiano è chiamato ad essere luce, quanto più i consacrati! Il 2 febbraio abbiamo celebrato con gioia la XXX Giornata Mondiale per la Vita Consacrata. In comunione con tutti i consacrati della nostra Diocesi. In Cattedrale, un momento di profondo raccoglimento nell’Adorazione Eucaristica. Poi i Vespri. E infine la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal nostro Arcivescovo Mons. Fortunato Morrone. Un momento ricco di spiritualità. In cui rinnovare la gratitudine per la vita consacrata, dono inestimabile per la Chiesa.

Una Chiesa locale che ha una storia. Fatta di volti, immagini, oggetti, documenti. Memorie preziose, sottratte all’oblio grazie ad un attento e paziente lavoro di squadra. Una storia che abbiamo voluto conoscere più da vicino. Guidati dal nostro p. Pasquale Triulcio, Direttore dell’Archivio Diocesano, ci siamo inoltrati in questo mondo complesso e affascinante. Il tutto con la partecipazione di alcuni ragazzi e ragazze del Servizio Civile, preziosi ed entusiasti collaboratori del MAB (Museo Archivio Biblioteca). Prima tappa: il Museo Diocesano. È stata la Direttrice, la Dott.ssa Lucia Loiacono, che con calorosa accoglienza e solida preparazione ci ha aiutati ad orientarci tra i moltissimi dipinti, arredi e paramenti liturgici. In cui bellezza artistica e valore storico si intrecciano per dire la preziosità di un passato a cui tutti siamo dobbiamo tanto. Alla chiesa degli Ottimati, splendido esempio di fusione tra materiali e opere di svariate epoche storiche, che risalgono fino al X secolo, abbiamo ammirato in particolare la bellezza dell’“Annunciazione” di Agostino Ciampelli (1597).

E poi alla scoperta dell’Archivio: scaffali pieni di libri, documenti, fotografie, pergamene. Che raccontano storie di dedizione, collaborazione e santità, grazie a figure come Mons. Giuseppe Cognata e Mons Giovanni Ferro, di cui è in corso la causa di beatificazione. Una santità che rifulge luminosa in s. Gateano Catanoso, perla del clero reggino. Festosa e cordiale l’accoglienza delle sue figlie, le Suore Veroniche del Volto Santo, e del cappellano don …... Dopo il saluto della la Madre Generale suor….., è stata suor Daniela a delineare i tratti essenziali del carisma dell’Istituto. Infine suor Gilda, che ha avuto la grazia di conoscere il Fondatore, ci ha guidati nei suoi vari luoghi di vita, fino al santuario, dove abbiamo venerato la sua salma. Chiedendogli di illuminare con il suo esempio e la sua intercessione il nostro cammino di santità.

“L’aria più bella si respira tra i bambini”, amava ripetere s. Gaetano Catanoso. E noi abbiamo respirato con gioia quest’aria pulita nella parrocchia di s. Ferdinando Re. Dove, insieme al parroco don Domenico Rizzi, abbiamo incontrato i bambini e i ragazzi della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado. Preparatissimi sulla vita di Carlo e affascinati da questo loro “fratello maggiore”, i ragazzi hanno scoperto, dialogando con sor. Francesca e p. Francesco, il segreto della sua santità: avere Gesù come migliore Amico.

E Carlo ha viaggiato ancora tanto tra le parrocchie della nostra diocesi! Siamo stati accolti da don Davide Amadeo a Oliveto (Parrocchia di Santa Maria Madre della Consolazione), poi da don Luca Mazza a Cardeto (Parrocchia SS. Pietro e Paolo) e da don Blaise Maurice Mbarushingabire a Bocale (Parrocchia SS. Cosma e Damiano). Dappertutto Carlo ha diffuso gioia, entusiasmo, consolazione, speranza. E noi, Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata, siamo stati piccole ma luminose “fiaccole”. Che ardono perché in tantissimi cuori si accenda, grazie all’esempio di Carlo, il desiderio della santità.

Siamo chiamati ad essere luce! E lo saremo se ci lasceremo condurre dalla Luce vera, quella che è venuta nel mondo per rischiarare le tenebre di ogni cuore. Con la splendida preghiera di s. John Henry Newman, rinnoviamo il nostro desiderio e il nostro impegno ad essere luce: “Conducimi Tu, Luce gentile, attraverso il buio che mi circonda. Sii Tu a condurmi! La notte è oscura e sono lontano da casa, sii Tu a condurmi! Sostieni i miei piedi vacillanti: io non chiedo di vedere ciò che mi attende all’orizzonte, un passo solo mi sarà sufficiente. Così a lungo la tua forza mi ha benedetto, e certo mi condurrà ancora. Conducimi Tu, Luce gentile!”.

Orari

Sante Messe Domenicali

10.30
18.00


Preghiera quotidiana

La Fraternità accoglie quanti desiderano unirsi alla preghiera comunitaria

6.30 Lodi e Santa Messa
12.00 Ora media e Santo Rosario
16.45 Vespri, Adorazione eucaristica e Santo Rosario (Lun-Sab)
17.00 Vespri (Dom)

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